Roberto Agostini fotografo.
Kings of leon - Because of the times
Si dice spesso che il rock è morto, ed è vero. Ma ogni tanto risuscita e lo fa in maniera splendida. Come nel caso di questo album, davvero imperdibile. Originale, elettrico, appassionato e rumoroso quanto basta per essere annoverato tra le ipotesi del rock possibile di oggi.
The Who - Endless Wire
Ci hanno messo una vita ma ce l’hanno fatta e nel 2007 Townshend e Daltrey hanno prodotto un altro disco degli Who con materiale nuovo, il primo dopo venticinque anni. Certo, non ci sono Moon e Entwistle, ma gli Who non fanno finta di nulla: suoni nuovi, canzoni nuove e un disco che merita di essere riascoltato più volte.
Arcade Fire - Neon Bible
Splendidi, misteriosi, affascinanti. Gli aggettivi si possono sprecare, e nessuno sarebbe mai perfetto per descrivere la musica di questa curiosissima band, che suona in perfetta sintonia con i nostri tempi. Un capolavoro, sotto ogni punto di vista.
Radiohead - In rainbows
Hanno fatto un salto in avanti verso il futuro sia in termini musicali che in termini produttivi. E il risultato di questo balzo è eccellente. Tra rock, elettronica e invenzioni.
Devendra Banhart - Smokey rolls down thunder canyon
Quinto album per questo cantautore freak folk, con la collaborazione di ospiti di riguardo e un pugno di canzoni di gran bella fattura. Canzoni sentimentali, esperimenti soffici, in bilico tra passato e presente.
Ry Cooder My name is Buddy
Difficile non amare Ry Cooder, il suo universo sonoro, le storie che sa raccontare come nessun’altro, il suoi album fatti di materia viva, di sostanza “analogica”, di vita e di sogni.
Arctic Monkeys - Favourite Worst Nightmare
Il disco con il quale, se ce ne fosse stato bisogno, gli Arctic Monkeys hanno confermato, senza ombra di dubbio, di essere una delle più belle realtà del rock britannico dei nostri giorni.
Feist - The remainder
Folk? Country? Tin Pan Alley? Indie Rock? un po’ di tutto nel fantasioso songwriting di Leslie Feist, raccolto in un album che fa piacere ascoltare, che non annoia, colpisce il cuore e il cervello.
Neil Young - Chrome Dreams II
Lo abbiamo già detto e lo ripetiamo di nuovo: basterebbero i diciotto minuti e tredici secondi di “Ordinary People” a motivare l’acquisto di questo cd. Neil Young al meglio della sua forma, sia in versione elettrica che acustica.
Lcd Soundsystem - Sound of silver
Elettronica certo, ma non di quella usa e getta, non di quella fatta in serie, non di quella priva di cuore, anima e ingegno. Citazioni continue dei maesti (da Eno a Bowie ai Talking Heads, ai Kraftwerk), groove imbattibili, e una forza espressiva non comune.
Robert Plant e Alison Krauss - Raising Sand
Un duo inimmaginabile, il re del rock blues britannico con la principessa del country americano. E un risultato splendido, un disco da amare, canzoni che si muovono con leggerezza tra estremi opposti. Non è rock, non è country.
Amy Winehouse - Back to black
Se ne parla troppo e questo non la rende simpatica. E’ l’alternativa “junkie” a Paris Hilton e questo non depone a suo favore. Ma è brava, e il disco rende giustizia al suo straordinario stile vocale.
Aqualung - Memory Man
Immeritatamente privi di successo, gli Aqualung (in realtà un uomo solo al comando, Matthew Hales, da Southampton) sono i beniamini degli autori di serial tv (canzoni loro sono ovunque, da Csi a Grey’s Anatomy). E l’album è un gioiello.
Editors - An end has a start
Suono dominato dalla chitarra, atmosfere che richiamano la new wave e il dark, un cantante molto impostato ma con uno stile personale, e una vena melodica che si sposa ottimamente con l’elettricità del suono.
Wilco - Sky Blue Sky
Imperdibile, perfetto, ricco di grandi atmosfere, di bellissime canzoni. Definirlo “alt-country” è inutile perché i Wilco sono arrivati finalmente altrove con un album ineccepibile.
Patti Smith - Twelve
Una grande autrice può interpretare le canzoni degli altri e farle proprie. E Patti Smith ha deciso di celebrare la storia del rock con una collana di perle.

(dirittoallamusica.it)
nel quartiere Ostiense,

dall'alto: il caro amico Rodolfo Maltese, e Francesco Di Giacomo, del Banco del Mutuo Soccorso.




Se eri un bambino negli anni 50, 60 e 70
Come hai fatto a sopravvivere ?
1.- Da bambini andavamo in auto che non avevano cinture di sicurezza né airbag...
2.- Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto era una passeggiata speciale e ancora ne serbiamo il ricordo.
3.- Le nostre culle erano dipinte con colori vivacissimi, con vernici a base di piombo.
4.- Non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali, nei bagni, alle porte.
5.- Quando andavamo in bicicletta non portavamo il casco.
6.- Bevevamo l'acqua dal tubo del giardino, invece che dalla bottiglia dell'acqua minerale...
7.- Trascorrevamo ore ed ore costruendoci carretti a rotelle ed i fortunati che avevano strade in discesa si lanciavano e, a metà corsa, ricordavano di non avere freni. Dopo vari scontri contro i cespugli, imparammo a risolvere il problema. Si, noi ci scontravamo con cespugli, non con auto!
8.- Uscivamo a giocare con l'unico obbligo di rientrare prima del tramonto. Non avevamo cellulari... cosicché nessuno poteva rintracciarci. Impensabile.
9.- La scuola durava fino alla mezza, poi andavamo a casa per il pranzo con tutta la famiglia
(si, anche con il papà ).
10.- Ci tagliavamo, ci rompevamo un osso, perdevamo un dente , e nessuno faceva una denuncia per questi incidenti. La colpa non era di nessuno, se non di noi stessi.
11.- Mangiavamo biscotti , pane olio e sale, pane e burro, bevevamo bibite zuccherate e non avevamo mai problemi di soprappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare...
12.- Condividevamo una bibita in quattro... bevendo dalla stessa bottiglia e nessuno moriva per questo.
13.- Non avevamo Playstation, Nintendo 64, X box, Videogiochi, televisione via cavo con 99 canali, videoregistratori, dolby surround, cellulari personali, computer, chatroom su Internet... Avevamo invece tanti AMICI.
14.- Uscivamo, montavamo in bicicletta o camminavamo fino a casa dell'amico , suonavamo il campanello o semplicemente entravamo senza bussare e lui era lì e uscivamo a giocare.
15.- Si! Lì fuori! Nel mondo crudele! Senza un guardiano! Come abbiamo fatto? Facevamo giochi con bastoni e palline da tennis , si formavano delle squadre per giocare una partita; non tutti venivano scelti per giocare e gli scartati dopo non andavano dallo psicologo per il trauma.
16.- Alcuni studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano. Nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo, nessuno soffriva di dislessia né di problemi di attenzione né di iperattività; semplicemente prendeva qualche scapaccione e ripeteva l’anno.
17.- Avevamo libertà, fallimenti, successi, responsabilità ...
e imparavamo a gestirli.
La grande domanda allora è questa:
Come abbiamo fatto a sopravvivere ? ed a crescere e diventare grandi ?.